Nell’immaginario collettivo, energia è sinonimo di innovazione e progresso tecnologico. In realtà, la ricerca e l’utilizzo di fonti di energia sempre nuove è qualcosa che ci riguarda fin dalla nascita delle prime forme di società umana.
A partire dal controllo del fuoco, che permise di cuocere i cibi, difendersi, riscaldarsi e abitare ambienti sempre più ostili., l’umanità ha imparato a sfruttare la forza degli animali, dell’acqua e del vento per coltivare i campi, macinare il grano e muovere le prime macchine. Con la rivoluzione industriale, il carbone e poi il petrolio trasformarono profondamente l’economia, i trasporti e la vita quotidiana. L’elettricità rese possibile illuminare le città, prolungare le attività oltre il tramonto e alimentare fabbriche, case e sistemi di comunicazione.
Oggi l’energia continua a essere cruciale per le nostre vite: proprio per questo, la sfida è produrla riducendo l’impatto sull’ambiente. Per questo le fonti rinnovabili, come il sole, il vento e l’acqua, rappresentano una delle principali chiavi per costruire società più sostenibili e affrontare il cambiamento climatico.
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Energia: con noi da sempre
L’energia accompagna la storia dell’umanità fin dalle sue origini. Il cibo fornisce l’energia chimica necessaria al corpo, il fuoco offre calore, luce e protezione, mentre la forza muscolare di uomini e animali ha reso possibile lavorare, spostarsi e trasformare l’ambiente per migliaia di anni.


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La forza della natura
Per secoli l’uomo ha imparato a sfruttare le forze della natura come fonte di energia. L’acqua dei fiumi e il vento hanno azionato mulini capaci di macinare il grano, segare il legno e svolgere molti lavori, trasformando l’energia naturale in un prezioso aiuto per le comunità.
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Macchine e industria
Con la macchina a vapore l’energia cambiò profondamente il mondo. Il calore prodotto dalla combustione del carbone veniva trasformato in movimento, rendendo possibile il funzionamento di fabbriche, treni e navi e dando impulso alla prima rivoluzione industriale.


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Il secolo della luce
Tra la fine del Settecento e l’Ottocento, gli studi sull’elettricità aprirono una nuova fase nella storia dell’energia. Scienziati e inventori impararono a produrla, trasportarla e utilizzarla, trasformandola in una risorsa capace di alimentare macchine, illuminare le città e rendere possibili nuove forme di comunicazione.
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Informazione, veloce come la luce
L’elettricità rivoluzionò anche le comunicazioni, permettendo di trasmettere messaggi quasi istantaneamente attraverso il telegrafo. In Italia, nell’estate del 1854 fu realizzato il primo collegamento telegrafico sottomarino tra La Spezia e la Sardegna, aprendo nuove possibilità di comunicazione a distanza.
Nel 1895 Guglielmo Marconi dimostrò che gli impulsi elettrici potevano viaggiare nello spazio trasformati in onde radio, senza bisogno di cavi. Il successo della prima trasmissione transatlantica del 1901 inaugurò una nuova stagione delle comunicazioni, aprendo la strada alla radio e a tutte le moderne tecnologie wireless


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La conquista della notte
Nel corso dell’Ottocento, grazie alla crescente diffusione dell’illuminazione pubblica, le città cominciarono ad animarsi anche di notte.
I primi lampioni a gas, installati inizialmente a Londra e poi diffusi rapidamente a Parigi e nelle altre capitali europee, resero più sicure le strade e permisero di prolungare la vita urbana oltre il tramonto.
Negli ultimi decenni del secolo fece la sua comparsa la luce elettrica: in Italia, nel 1876 fece epoca la prima accensione delle lampadine elettriche al Teatro alla Scala di Milano. Inizialmente riservata a poche occasioni speciali (fu protagonista delle celebrazioni per il settimo centenario della battaglia di Legnano), e addirittura guardata con sospetto a causa delle nettissime ombre che proiettava, l’illuminazione elettrica divenne presto il simbolo della modernità e del progresso tecnologico.
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Riserve di energia dal cuore della Terra
I combustibili fossili sono riserve di energia custodite nel sottosuolo, formatesi dalla trasformazione di antichi organismi vegetali e animali nel corso di milioni di anni. A partire dalla rivoluzione industriale, questi combustibili fossili resero disponibile una quantità di energia senza precedenti. ll carbone alimentò le macchine a vapore e, trasformato in coke, rese possibile la produzione di grandi quantità di ferro e acciaio. Insieme al petrolio, divenne uno dei pilastri dello sviluppo industriale tra XIX e XX secolo, alimentando locomotive, navi, fabbriche e, più tardi, automobili e centrali elettriche. Il loro impiego ha cambiato profondamente l’economia e la società, ma ha posto anche le basi delle sfide ambientali che il mondo affronta ancora oggi.


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Energia in ogni casa
Il carbone prima, e il petrolio poi, resero possibile lo sviluppo delle centrali termoelettriche. La prima in Italia, e in tutta l’Europa continentale, fu la centrale milanese di Santa Radegonda, entrata in funzione nel 1883 a opera dell’ingegner Giuseppe Colombo. Per la prima volta il carbone non serviva più a produrre solo energia da sfruttare in loco, come sulle locomotive o nelle macchine a vapore, ma veniva utilizzato per produrre elettricità da distribuire attraverso una rete di cavi, per illuminare negozi, teatri e strade del centro cittadino, inaugurando una nuova stagione nello sviluppo delle città moderne.
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Enormemente piccolo, enormemente potente
La scoperta dell’energia racchiusa negli atomi aprì una nuova frontiera nella storia dell’umanità. A partire dagli anni Quaranta del Novecento, la fissione nucleare rese possibile liberare una quantità di energia immensamente superiore a quella dei combustibili tradizionali, che du utilizzata per produrre elettricità in apposite centrali, ma anche per realizzare armi di potenza mai vista prima. Ancora oggi l’energia nucleare è al centro del dibattito in alcuni paesi: da un lato offre una produzione continua di elettricità con basse emissioni di anidride carbonica, dall’altro pone importanti questioni legate alla sicurezza, ai rifiuti radioattivi e alla proliferazione delle armi. In Italia, dopo il disastro della centrale di Černobyl’, il referendum del 1987 sancì l’abbandono del programma nucleare nazionale.
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L’energia che vediamo
Nel 1900 Max Planck aveva dimostrato che la luce non viene emessa in modo continuo, ma in piccole quantità discrete, chiamate “quanti”. Cinque anni dopo, nel celebre articolo del 1905 sull’effetto fotoelettrico, Albert Einstein propose che la luce fosse composta da particelle di energia, oggi note come fotoni. Questa scoperta rivoluzionò la fisica e pose le basi per tecnologie come il laser, le fibre ottiche e le celle fotovoltaiche, capaci di trasformare direttamente la luce del Sole in energia elettrica.
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Verso un futuro rinnovabile
Le energie rinnovabili hanno una storia più lunga di quanto si immagini. In Italia la prima grande stagione fu quella dell’idroelettrico: nel 1886 entrò in funzione la centrale di Tivoli, una delle prime al mondo a trasformare la forza dell’acqua in elettricità destinata alla distribuzione. Tra fine Ottocento e inizio Novecento le centrali idroelettriche alpine alimentarono lo sviluppo industriale del Nord Italia, sfruttando i grandi dislivelli e l’abbondanza d’acqua delle montagne. Anche la geotermia ha radici italiane: a Larderello, in Toscana, nel 1904 fu prodotto per la prima volta al mondo elettricità sfruttando il vapore naturale del sottosuolo; il primo impianto industriale entrò in funzione nel 1913. Oggi la ricerca guarda a nuove frontiere, come l’eolico offshore, l’energia marina e sistemi avanzati di accumulo, per trasformare in energia le grandi forze naturali del pianeta.
Una cosa sembra certa: l”energia del futuro non sarà una nuova “materia prima” da estrarre, ma coinciderà con la capacità tecnologica che l’umanità metterà in campo per catturare, conservare e distribuire meglio i flussi energetici già presenti nella natura.
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