
Ágnes Heller (Budapest, 1929 – Balatonalmádi, 2019) fu una filosofa ungherese, tra le maggiori esponenti della cosiddetta Scuola di Budapest. Sopravvissuta alla Shoah, visse in prima persona le trasformazioni politiche dell’Europa orientale nel dopoguerra.
Dopo essersi formata nell’ambito del marxismo, sviluppò progressivamente una filosofia autonoma incentrata sull’etica e sulla condizione umana. A seguito della repressione seguita alla rivoluzione ungherese del 1956, subì limitazioni politiche e nel 1977 fu costretta all’esilio.
Si trasferì in Australia e successivamente negli Stati Uniti, dove continuò la sua attività accademica. Nei suoi lavori ha riflettuto sul rapporto tra individuo, libertà e società, sostenendo l’importanza dell’autonomia morale e della responsabilità personale. Il suo pensiero è spesso collegato alla tradizione dell’Illuminismo europeo.