
Emma Goldman (Kaunas, 1869 – Toronto, 1940) fu un’attivista, scrittrice e oratrice anarchica, tra le figure più influenti dei movimenti radicali tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Nata nell’Impero russo, emigrò giovanissima negli Stati Uniti, dove iniziò a impegnarsi nelle lotte per i diritti dei lavoratori, la libertà di espressione e l’emancipazione femminile.
Nel corso della sua vita difese idee considerate molto avanzate per l’epoca, come il diritto delle donne a decidere del proprio corpo, l’accesso ai contraccettivi, la libertà sessuale e l’opposizione alla guerra. Le sue attività politiche le procurarono numerosi arresti e, nel 1919, l’espulsione dagli Stati Uniti. Dopo aver vissuto nella Russia rivoluzionaria, che criticò duramente per la repressione delle libertà, continuò il suo impegno in Europa e sostenne la causa repubblicana durante la Guerra civile spagnola
(Un articolo su Emma Goldman dal fondo archivistico di Fondazione Feltrinelli sulla guerra civile spagnola)
Attraverso conferenze e libri, tra cui l’autobiografia Living My Life (1931), Emma Goldman contribuì a diffondere idee che avrebbero influenzato i movimenti per i diritti civili, il femminismo e le libertà individuali del Novecento.
