
Libero Cavalli nacque a Ronco Scrivia, in provincia di Genova, nel 1914, ma visse fin dalla giovinezza a Milano. Apparteneva a una generazione che trascorse l’adolescenza e la prima età adulta sotto la dittatura fascista, ma ciò non gli impedì di sviluppare idee differenti. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu tra i membri fondatori delle Brigate Matteotti, una formazione partigiana di ispirazione socialista attiva soprattutto nel Milanese, ma anche nel resto della Lombardia e in altre regioni settentrionali, tra la fine del 1943 e il 1945.
Libero Cavalli, però, non si limitò a essere un partigiano combattente. Negli anni della sua partecipazione alla Resistenza e nei decenni successivi, si impegnò a raccogliere e documentare le azioni delle Brigate e di altre formazioni partigiane, creando un archivio di grande interesse, che ci consente di osservare la Resistenza da un punto di vista privilegiato. Dopo la fine della guerra, Cavalli continuò la sua attività politica, sindacale e di persona impegnata nella conservazione della memoria dell’esperienza partigiana. Morì a Milano nel 1984.
L'archivio Libero Cavalli
I documenti raccolti e prodotti da Libero Cavalli, conservati nell’archivio della Fondazione Feltrinelli, risalgono principalmente agli anni 1943-1946, con alcuni materiali (soprattutto lettere) risalenti invece agli anni Settanta. Si tratta di un fondo molto importante per la documentazione dell’attività delle Brigate Matteotti, la formazione partigiana collegata al Partito Socialista di Unità Proletaria.
Esplora i documenti: clicca sulla fonte per aprire l’archivio digitale.


