Tutte a casa!

La grande guerra delle donne

La lunga marcia delle donne italiane per i diritti è fatta di traguardi, fatiche, conquiste e forzati ripiegamenti. Una “falso movimento”, che ha visto le donne di volta in volta protagoniste e poi comprimarie, pioniere e poi seguaci.

In Italia tutto ebbe inizio un secolo fa, con quella gigantesca macchina della trasformazione che è stata la Grande Guerra, ma è una storia ancora in divenire, che attraversa tutto il Novecento arrivando fino a noi.

Mentre si interrogano sulle ragioni di questa follia collettiva, le donne danno per la prima volta un loro contributo reale alla tenuta del fronte interno prendendo parte a quella che è stata poi definita “mobilitazione totale”.

Sostengono l’economia con il lavoro, assistono i malati, mandano avanti uffici e fabbriche, riforniscono l’esercito di munizioni e viveri. Occupano uno spazio, rivendicando non solo il diritto ma anche la capacità di farlo.

Dopo la guerra, inizia la “smobilitazione” e, mentre gli uomini tornano a casa, le donne tornano “in casa”. Nasce il fascismo e, con esso, una narrazione che vorrebbe la donna virtuosa, casta, assoggettata al patriarcato.

Senza lavoro, senza istruzione, costrette nel loro ruolo di moglie-madre, le donne attraversano gli anni bui del regime, per poi riprendere, già a partire dalla Liberazione, il loro cammino.

Un cammino tortuoso, fatto di accelerazioni e frenate, verso una completa partecipazione alla vita sociale, economica e politica del Paese. Una lunga marcia, iniziata cento anni fa, e non ancora finita.

Per approfondire l’argomento, esplora la seconda e la terza tappa del percorso Europa, le grandi trasformazioni: Che fare quando la patria è in guerra? – Ma l’economia siamo noi?

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Scuola di Cittadinanza Europea