Patria

Cent’anni fa Cesare Battisti moriva nel cortile del Castello del Buon Consiglio, a Trento, condannato come traditore. Era il 12 luglio 1916 più o meno a mezzogiorno.
Per gli austriaci era il reprobo, per i nazionalisti italiani un eroe, per i socialisti, suoi compagni di partito, un punto interrogativo. Chi fosse Battisti per davvero nessuno lo sa.
Tutti ne parlano come un traditore o come un martire. Poi alcuni si ricordano che era un socialista, amico di Gaetano Salvemini; pochissimi sanno che era un geografo con una conoscenza approfondita dei problemi politici, economici e sociali delle sue terre. Tutti si ricordano del suo passaggio di frontiera ma non traggono le conclusioni: la patria si sceglie, non è solo il luogo in cui si nasce. È dove si prova a ricominciare.
Non valeva solo nel 1914.
Cesare Battisti testimonia dell’Europa delle patrie di allora o parla anche a noi ora, di qua dal Mediterraneo? E noi quale confine stiamo difendendo, e da che cosa, e quale identità europea?

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Scuola di Cittadinanza Europea