La conferenza di pace

Le conseguenze economiche della pace, The Economic Consequences of the Peace (di cui si propone un estratto dal titolo La conferenza di pace), scritto da John Maynard Keynes nel 1919 e pubblicato in traduzione italiana nel 1920 dalla casa editrice Fratelli Treves, segnava un durissimo atto di condanna dei risultati conclusivi di quel consess parigino che dal gennaio 1919 e per i mesi successivi aveva visto riuniti nella capitale francese i quattro vincitori della guerra, ora intenzionati a costruire la futura pace d’Europa.

Attraverso una trattazione stringente nelle argomentazioni quanto chiara nell’esposizione Keynes criticava in particolare il programma di ricostruzione economica uscito da Parigi, tutto imperniato sul tema delle riparazioni tedesche ai paesi vincitori, a loro volta diretta conseguenza del riconoscimento della Germania come responsabile della guerra e come tale tenuta a risarcire i danni materiali causati dalle invasioni tedesche. Ma non era solo ingiusta la “pace cartaginese” che i vincitori avevano imposto ai vinti. Era una pace “impossibile”, che coltivava in sé i semi di nuove guerre, nel momento stesso in cui si fondava sull’illusione che bastasse risolvere le questioni del riassetto territoriale europeo per deciderne a tavolino i nuovi confini, ignorando quanto il disordine economico che vi sottostava rendesse impossibile a quell’ordine di funzionare. Sarebbero bastati poco più di dieci anni a rendere drammaticamente profetiche le previsioni dell’economista inglese sulla fragile e precaria stabilità del nuovo ordine uscito dalla Conferenza di pace.

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