Il riso rosso racconto della nevrosi di guerra

Il riso rosso è un racconto della nevrosi di guerra e sulle conseguenze da shock bellico. Protagonista è un soldato impegnato in una tragica ritirata sotto un sole cocente, un ufficiale che cammina da dieci ore e vede continuamente cadere intorno a sé uomini sopraffatti dal caldo e dalla fatica, tesi nello sforzo disperato della sopravvivenza.
Diciannove frammenti che parlano della guerra e delle sue conseguenze, anticipando il senso tragico di ciò che l’avvento della guerra di massa lascia sul campo quando le armi tacciono. Il libro si ispira al conflitto russo-giapponese, ma nulla in queste pagine offre un concreto riferimento a quei fatti, cui del resto lo scrittore non partecipò in alcun modo. Attraverso toni crudi ed esasperazioni grottesche, Andreev descrive con dieci anni di anticipo lo scenario umano, esistenziale e fisico di chi esce dalla guerra e “torna a casa”: una massa di invalidi, colpiti e feriti nella mente, prima ancora che nel corpo, incapaci di tornare a riprendere il corso normale della loro vita.


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