Dispotismo e democrazia

Dispotismo e democrazia è un testo scritto nel 1789 ma di bruciante attualità come ci ricorda Nadia Urbinati nel saggio introduttivo che accompagna questa edizione digitale di un testo tradotto per la prima volta in italiano. Dispotismo nel gergo degli uomini del Settecento (ma spesso anche nel nostro) significa forma del dominio propria dei paesi non occidentali, dei paesi “non moderni”.  In un qualche modo dire dispotismo equivale a dire non civiltà.
Condorcet ci propone una visione più articolata, una visione che mette in questione anche la nostra forma di potere.
Il dispotismo, sostiene Condorcet, è una sfida potente alle democrazie. C’è dispotismo quando mancano strumenti di controllo da parte dei cittadini nei confronti del potere esecutivo, e quando sono tutelati solo gli interessi particolari.

Ma il dispotismo è anche un fenomeno dal basso in quel soggetto che Condorcet denomina “plebaglia” quella parte di popolazione soggetta alle convulsioni politiche e su cui occorre intervenire: con nuove opportunità di lavoro, attenuando la durezza delle leggi, favorendo l’educazione, estendendo la libertà di stampa. In ogni caso evitando di adottare misure repressive.


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