Responsabilità

Responsabilità di guerra (principio di).

 

Il mondo nel 1914 è un intricato sistema di alleanze politiche e accordi economici e commerciali tra potenze vecchie e nuove da un capo all’altro del continente europeo e del “resto del mondo”. Un sistema orientato ancora al modello degli accordi post-napoleonici di Vienna del 1815, e redatto attraverso la pratica diplomatica degli equilibri incrociati. Con le guerre per l’indipendenza e l’unificazione nazionale, nuovi soggetti politici si fanno avanti nello scacchiere internazionale, incrinando le assi di quel sistema.

È in questa incongruenza tra la realtà geopolitica e il dettato diplomatico che si trovano le ragioni di quella che si è definita responsabilità/colpa tedesca della guerra, fin dall’inizio del conflitto e ancora nel dibattito storiografico contemporaneo.

Il processo di arretramento degli imperi centrali – Germania e Austria-Ungheria – di fronte all’affermazione delle nuove potenze “moderne” – Stati Uniti per primi – pare, infatti, all’origine del rigenerato militarismo tedesco, espressosi nell’aggressione del Belgio neutrale contro ogni principio convalidato dal dettato diplomatico. La catastrofe nella quale Germania e Austria trascinano l’Europa basta, dunque, a se stessa – anche esaltata dalla diffusa propaganda anti-tedesca – per costruire le due facce giuridiche del nuovo principio di responsabilità di guerra.

Da una parte la colpa della Germania per averla scatenata e condotta nel segno di aggressioni illegittime; dall’altra la responsabilità morale degli Alleati che combattono «per difendere sé stessi [sic] contro l’aggressione e la dominazione militare prussiana […] garanzia più completa e più efficace contro la possibilità che questa casta turbi mai più la pace di Europa.» (David Lloyd George alla Camera dei Comuni, dicembre ’16).

Per la prima volta e sotto l’egida della Società delle Nazioni del presidente americano Wilson, la risoluzione del conflitto avviene per vie giuridiche e non sul campo di battaglia.

A Versailles si sottoscrive l’inappellabile giudizio di colpevolezza della Germania, dei suoi alleati e dei loro governanti, e se ne definisce l’implacabile sistema sanzionatorio. A lungo si è discusso – e si discute ancora – se e quanto il peso delle sanzioni e del debito imposto alla Germania – estinto solo nel 2010 – abbia influito sulle dinamiche e gli eventi successivi, sull’affermazione del nazionalsocialismo nel segno delle rivendicazioni nazionali e internazionali, quindi, sullo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Certo è che per la prima volta e a livello globale, si pronunciano i lemmi originari del vocabolario della giustizia internazionale poi così tristemente familiare lungo tutto il Novecento e oltre.

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