Iprite

Iprite (diclorodietilsolfuro). Anche detto «gas mostarda» dalle descrizioni dei soldati nelle trincee della prima guerra mondiale per il forte e pungente odore di senape e per il colore opaco sui toni dell’ocra, l’ipriteè un gas tossico, venefico, dotato di proprietà vescicatorie.

Il nome iprite deriva, infatti, dall’uso in tempo di guerra da parte dell’esercito tedesco contro le truppe anglo-canadesi nella zona belga della cittadina di Ypres, per la prima volta nella primavera del ’14. Il suo inventore, il chimico tedesco Fritz Haber, insignito poi del premio Nobel per la chimica proprio nel 1918, convince nel 1914 gli stati maggiori dell’esercito tedesco a sperimentare – per perfezionarne l’uso – il gas sulle trincee nemiche, cercando di stabilire la cosiddetta «costante di Haber», ovvero l’esatta dose letale per l’uomo.

L’uso del gas mostarda rappresenta nella guerra moderna il primo momento di organizzazione della morte di massa, su larga scala e a carattere industriale, capace di annientare per logoramento non soltanto le forze militari ma anche la popolazione civile e il terreno locali, nonché l’atmosfera circostante per lungo tempo dopo la liberazione del gas nell’aria.

Nell’uso che se ne fa per tutto il corso della guerra, migliaia sono i morti sia nell’immediatezza per l’inutilità delle maschere di protezione delle vie respiratorie, sia in seguito per le conseguenze letali sulla pelle, sugli organi interni e sul patrimonio genetico dell’assorbimento delle sostanze tossiche dispersa dalle bombe chimiche.

Nefasto sarà, nel periodo tra le due guerre, l’impegno nel perfezionamento degli insetticidi da parte dello stesso Haber, di famiglia ebrea e sintetizzatore dell’acido cianidrico, messo in commercio con il nome di Zyklon-B, utilizzato per attuare la soluzione finale dello sterminio di ebrei, zingari, omosessuali e cosiddetti deviati nelle camere a gas dei campi nazisti della seconda guerra mondiale.

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